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Lo spettacolo

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IL MARE NON E' QUI

Cosa succederebbe se un bel giorno Napoli si svegliasse senza mare?
Sarebbe una tragedia dalle conseguenze inenarrabili a tutti i livelli perchè Napoli vive di mare, Napoli è una città di mare, Napoli è il mare.
Eppure i napoletani poco si curano di questa risorsa vitale per la loro città.
Il mare è violentato, bistrattato, trascurato.
Per la verità, in un periodo dove si parla tanto della " terra dei fuochi ", non è solo il mare a soffrire di un degrado senza precedenti ma, il problema ambientale, è di carattere certamente più generale.
Da qui parte l'incipit dello spettacolo che il Laboratorio Teatrale 2015, istituito dall'Associazione Piccoli Passi di Acerra in collaborazione con le scuole territoriali, metterà in scena a fine mese concludendo il ciclo di attività nell'ambito delle iniziative socioculturali.
Circa 20 allievi della Scuola Media Ferraiolo, del primo e del secondo circolo didattico di Acerra, daranno vità ad una favola moderna dal titolo "Il mare non è qui", atto unico per scene e musica curato da un operatore teatrale esterno in sinergia con il corpo docente rappresentato dalla Professoressa Annalucia Peluso.
Il laboratorio si è basato su un ciclo di dieci incontri tra didattica e prove pratiche in palcoscenico per un totale di 30 ore in cui gli allievi hanno potuto calarsi nella realtà del gioco teatrale per raccontare il sociale.
Naturalmente quando si parla di scuola viene naturale chiedersi perchè trovare sempre e comunque la morale, perchè contestualizzare a tutti i costi un evento?
Ebbene questa volta la morale è venuta fuori da sè senza il minimo sforzo perchè i ragazzi sono stati proiettati direttamente nell'allestimento teatrale, in altre parole hanno badato a costruire uno spettacolo basandosi sulle proprie qualità e predisposizioni personali.
Negli incontri giornalieri si è dato libero sfogo alla recitazione, al canto e al movimento (
a tal proposito le coreografie della pièce sono state interamente realizzate dai ragazzi stessi) senza preoccuparsi troppo della ricerca spasmodica di un significato.
Per farla breve, durante le prove gli stessi protagonisti, ad un certo punto, hanno preso da soli coscienza di ciò che stavano facendo e dicendo.
Trattasi quindi di un teatro di parola che, fatti salvi gli elementi canonici di intrattenimento, arriva a dire senza accorgersene.
Questa è stata l'operazione realizzata dagli educatori della Piccoli Passi.
Il tempo farà il resto.
Nel prossimo numero vi daremo i dettagli attraverso la recensione dello spettacolo realizzato.
(F. Bianco 7. 04. 2015)



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